La Comunità energetica rinnovabile di Chiaramonte Gulfi entra nella fase decisiva del proprio sviluppo industriale. L’iniziativa, che oggi conta 276 soci corrispondenti ad altrettante famiglie, opera al momento come associazione non riconosciuta e passerà alla piena operatività solo con l’attivazione del primo impianto fotovoltaico, condizione necessaria per l’accesso agli incentivi del Gse.
La Cer ha inoltrato al Gestore dei servizi energetici una richiesta di contributo Pnrr pari al 40% per un impianto da 100 kWp, di proprietà di un’impresa agricola locale e andrà avanti anche in assenza di eventuali contributi Pnrr. Si tratta di un progetto agrivoltaico collocato in un uliveto, destinato a produrre circa 150.000 kWh annui. Parallelamente, il Comune sta valutando l’installazione di altri impianti sulle coperture pubbliche, per un potenziale complessivo di 1 MW. Si tratta però di una fase ancora preliminare: nessuna previsione concreta può essere formulata su tempistiche e realizzazione effettiva. Poiché la produzione deve essere equilibrata ai consumi, non tutti i 276 soci potranno entrare immediatamente nella configurazione incentivata. Il sindaco Mario Cutello, che presiede la Cer, ha richiesto che la priorità venga data ai nuclei in povertà energetica. Le prime famiglie saranno selezionate “bollette alla mano” per assorbire i 150.000 kWh prodotti annualmente.
Il regolamento introduce anche un meccanismo interno di compensazione per stabilizzare i benefici economici in funzione dell’andamento del mercato elettrico. In caso di prezzi elevati la Cer azzererebbe le quote spettanti a produttori e prosumer per destinare tutte le risorse ai consumatori più esposti. In caso di prezzi molto bassi un bonus interno verrebbe destinato ai produttori e ai prosumer, mentre le famiglie continuerebbero a beneficiare di bollette ridotte.
Ad oggi la Cer non percepisce alcun incentivo, poiché manca ancora un impianto attivo. Dopo l’allaccio del primo sistema fotovoltaico sarà possibile associare i primi consumatori e avviare la richiesta per la tariffa incentivante. L’istruttoria del Gse richiederà alcuni mesi, e secondo le stime interne la piena operatività economica della Cer potrebbe arrivare intorno a maggio.
Di Nino Amadore per Il Sole 24 Ore
